Ll disagio da lavoro è ormai riconosciuto nell’ordinamento giuridico una malattia professionale ed è  tutelata con sanzioni penali,ma solo da una decina d’ anni. Infatti, a fronte della norma generale sulle malattie professionali solamente con la modifica al DL.vo n. 81/2008 (c.d. testo unico sulla sicurezza dei lavoratori), è stata introdotta dal d.lgs 106/2009, la norma che prevede espressamente lo stress da lavoro correlato. In seguito a ciò, le imprese devono adottare strumenti metodologici che garantiscano la preventiva valutazione della patologia in esame.

Lo stress, di per sé, non è una patologia, ma una “reazione aspecifica di adattamento dell’individuo all’ambiente” di lavoro, ed a particolari stimoli (stressors) che esso presenta. Questa condizione piuttosto normale e tollerata dall’individuo può diventare, se intensa e prolungata, una patologia, sia di natura psichica che fisica. Quando questa malattia è causata da disfunzioni dell’organizzazione del lavoro, siamo in presenza di questa nuova  figura dello stress da lavoro correlato. Vari sono i fattori (cosiddetti stressor) che possono determinare tale situazione, tra i quali: i ritmi, i carichi, i compiti specifici, la natura ripetitiva (aspetto qualitativo); la ripartizione dei ruoli, i controlli gerarchici, le prospettive di carriera, le relazioni personali tra i lavoratori.